mercoledì 11 settembre 2019

Storie surreali di vita reale

Scritto da: Ataru Moroboshi


Un breve racconto di una tragicomica vicenda, accaduta in un freddo autunno.
Delinea una vita di sofferenze, consciamente diffuse anche alle ignare persone accanto!

Buona lettura.

Immagine presa da qui.


Mi telefonano per dirmi che è arrivato un avviso di giacenza, per un pacco: nella pausa pranzo corro all'ufficio postale dove di solito li ritiro, senza l'avviso, sperando basti la mia carta di identità e lì mi dicono che anche se bastasse, il ritiro è valido dal giorno dopo l'arrivo dell'avviso.

Passa il week end ed uscito da lavoro mi reco in posta con l'avviso; il ritiro scade oggi, perciò ora o mai più.

Quando arrivo sono le 17:43, l'impiegato guarda l'avviso un nanosecondo e mi dice: "è di un nostro concorrente, la TNT" ... ebete, è nell'aria anche se la parola non viene pronunciata.
Cado dal pero e chiedo: "dove devo andare?"
Affanculo penserà l'impiegato, ma si accontenta di un: "A me lo chiede?"
Mi rendo conto che preso in contropiede non esordisco con domande geniali ...

Mi concentro e leggo il biglietto, che è tagliato male, perciò l'indirizzo è incompleto e pure l'orario di chiusura. Sono le 17:46, sono in stazione dei treni e devo arrivare in una via del centro al n° 118, o 119 entro le 18:00, o le 19:00.

Nel dubbio inizio a correre come un disperato. 
Non scherzo!

So che se non arriverò in tempo sarà scaduto il periodo per ritirarla e per me inizierà un calvario.
Corro come se da ciò dipendesse la vita del genere umano, o la scopata del secolo (così è + credibile).

Non è particolarmente distante, ma è tardissimo e non so esattamente a che altezza sia la TNT.
Ci arrivo a giubbotto aperto, trafelato e sudatissimo: era al 118 e chiudeva, OVVIAMENTE, alle 19:00, ma posso vantarmi di esserci arrivato alle 17:58.

Mentre sono in coda col respiro e "l'effetto bue e asinello" scaldo tutta la stanza. Ogni tanto il tipo che mi precede si gira per vedere se recupero, ma lo deludo.
Respiro col "fischio", perchè intanto il mio organismo si è ricordato di essere asmatico :)))
Sarà il caldo, sarà il cuore che mi batte impazzito, sarà l'asma, sarà che ero sudato marcio mentre fuori (e dentro il magazzino ritiro) c'erano 12°C, ma mi viene uno starnurto e mi si spacca contemporaneamente un capillare nel naso. Lo spruzzo che vien fuori dipinge il foglio con le consegne, proprio lo stesso che devo firmare.
Il ragazzo che doveva indicarmi dove apporre la mia firma ha avuto solo il tempo di dire Nuuuuooooooo.

Che vergogna. 

IN UNA COMMEDIA AMERICANA AVREBBE FATTO RIDERE...DAL VIVO NON HA RISO NESSUNO.

Torno a casa, lentamente. Sulla via del ritorno incontro un ragazzo che si allena con me e mi dice:
"Ciao, ti avevo visto prima ma non ti ho fermato, correvi come un pazzo....hai salvato il mondo?"

Gli sorrido e con la narice incrostata dal coagulo gli rispondo:
"no, ma di certo anche stasera ho usato il mio superpotere!"

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